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"Un giorno notai
la bellezza del blu in una spugna; questo strumento di lavoro divenne
per me materia prima d'un sol colpo. La straordinaria capacità
delle spugne di assorbire qualsiasi liquido mi affascinò".
La spugna in quanto elemento naturale sembrava a Klein la perfetta
esemplificazione di una "impregnazione con sensibilità
pittorica", visto che le spugne erano naturalmente predestinate
a essere veicolo di un altro elemento permeante. I rilievi di Klein,
composti da spugne sature di varie dimensioni, montate su tele dalla
superficie ruvida, rievocavano il fondale dell'oceano o la topografia
di qualche pianeta sconosciuto.
Quale fenomeno naturale, la spugna poteva essere presa a simbolo
della dolce alternanza delle fasi di inspirazione ed espirazione,
o della transizione tra veglia e sogno che conduce al sonno profondo,
che promette l'immersione totale nella saggezza eterna.
Tra il 1957 e il 1959, Klein fu invitato a collaborare al progetto
per la costruzione del nuovo edificio del Teatro dell'Opera di Gelsenkirchen.
Realizzò due enormi rilievi blu da 20 metri × 7 alle
pareti laterali, altrettanti rilievi di spugne stratificate da 10
metri × 5 alla parte posteriore e due ulteriori murali a rilievo
nel guardaroba (lungo 9 metri). Klein disse di essere riuscito a
ricreare un'atmosfera magica per il pubblico del teatro. |
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