Nella mente di Klein si rafforzò la convinzione che l'idea di un'opera d'arte fosse più importante dell'opera stessa, concreta e realizzata. Cominciò così a pensare ad un evento che non era mai stato organizzato in nessun altro luogo, un esibizione il cui oggetto non sarebbe stato niente di concreto, di immediatamente visibile.

L'esibizione - divenuta famosa come Le Vide (Il Vuoto) - ebbe luogo nell'unico giorno del 28 aprile 1958, nella Galleria Iris Clert di Parigi.
Klein eliminò tutto l'arredamento della piccola galleria di soli 20m² e in 48 ore pitturò di bianco l'intera stanza, con lo stesso solvente che usava per le tele monocrome. Forse per la natura eccentrica dell'evento, intervennero più di 3000 persone, che entrarono nella stanza vuota e silenziosa individualmente o in piccoli gruppi. Ai visitatori fu offerto un cocktail blu, preparato per l'occasione.

Sia che suscitasse ribellione o liberazione, Klein sperava che l'evento potesse trasfondere a tutti un'esperienza personale di arte. Nel complesso, le reazioni furono estremamente positive e incoraggianti. I visitatori si sentirono ispirati dalla freschezza dell'idea, che considerarono come l'opportunità di dividere un'esperienza del qui e ora, manifestazione della profonda visione dell'artista, liberato dalle restrizioni del tempo e dello spazio. Albert Camus, con un'annotazione poetica nel registro dei visitatori, scrisse: "Con il vuoto, pieni poteri".
Le Vide ispirò molte e diverse interpretazioni, probabilmente per l'unica ragione che il suo contenuto era così difficile da descriversi a parole.

In ogni fase della sua arte, Klein mirò sempre a raggiungere il punto in cui diventano manifesti i limiti della percezione. Non sarebbe stato l'artista che era se avesse permesso alla sua creatività di esprimersi all'interno dei confini della tradizione e della consuetudine.
"Non esistono limiti obiettivi all'espressione artistica, né nel contenuto, né nella forma. L'unica autorità che ho sempre riconosciuto è la voce dell'intimo."