Nel 1961 Klein diede vita a delle composizioni col fuoco. Con l'aiuto di grandi bruciatori, provocò combustioni superficiali su cartone, creando diverse forme. L'aspirazione di riuscire a domare uno degli elementi più distruttivi, lo aveva portato, già quattro anni prima, a sperimentare l'uso del fuoco su monocromi blu.

"Fuoco e calore sono esplicativi in una grande varietà di contesti, perchè contengono memorie stabili degli eventi personali e decisivi di cui tutti abbiamo fatto esperienza. Il fuoco è sia personale sia universale. È nei nostri cuori; è in una candela. Sorge dalle profondità della materia, si nasconde, latente, controllato come l'odio o la pazienza. Di tutti gli elementi è l'unico che incarna in maniera evidente due opposti valori: il bene e il male. Splende nel paradiso e arde nell'inferno. Può contraddire se stesso e pertanto è uno dei principi universali".

La simbiosi tra colore monocromo e fuoco può essere considerata la rappresentazione dei tentativi di Klein di incorporare in concrete forme oggettive il significato soggettivo dell'artistica ispirazione umana come forza universale e forgiante.

Significativamente, la trilogia monocroma blu-oro-rosa fu uno dei temi principali degli ultimi anni di vita di Klein. Ogni colore aveva un suo specifico significato simbolico e insieme costituivano i colori del cuore di una fiamma.

"Si dovrebbe essere come il fuoco indomito nella natura, gentili e crudeli; si dovrebbe essere capaci di contraddire se stessi. Allora, e solo allora, si può essere veramente un principio personificato e universale".